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Articoli - Verso la conoscenza del proprio territorio

Percorso formativo all'escursionismo ambientale

Questa è la cronaca di un esperimento in corso... anzi, no: di un corso in esperimento.

E se i dati ed il rigore danno autorevolezza a qualsiasi resoconto, ne diamo subito una caterva: il corso si è svolto dall'11 aprile al 19 maggio 1996; il programma è stato costituito da sei lezioni teoriche e cinque uscite nel territorio limitrofo e non.

Gli iscritti sono stati 23, di cui 12 maschietti e 11 femminucce, tutti compresi tra i 59 ed i 21 anni e di varia provenienza: Alberobello: 1; Bari: 1; Castellana Grotte: 4; Capurso: 1; Cerignola: 2; Conversano: 5; Fasano: 2; Molfetta: 3; Putignano: 1; Valenzano: 3. Ma oltre i numeri, ci sono le parole, i luoghi, le situazioni, i rapporti.

A volerne dare un'idea, c'è da parlare, innanzitutto, della volontà degli organizzatori di venire a costituire, nel panorama sempre più affollato dei corsi e corsetti d'escursionismo, qualcosa di veramente nuovo. Partiti da questo pio quanto temerario progetto, ci si è arrischiati a proporre lezioni teoriche di qualità, escursioni guidate da esperti del territorio.

I luoghi, scenario ideale di queste lezioni, sono stati i dintorni di Castellana medesima con i suoi tanti esempi d'architettura rurale, la Murgia più spettacolare, quella delle grandi voragini a ridosso della scarpata di Poggiorsini, la bassa Murgia tra Castellana ed il mare, d'estrema importanza dal punto di vista naturalistico, la Gravina di Matera e quella di Ginosa, ricche d'interesse geologico e storico, l'Orsomarso, zona montuosa del tutto ignorata dal turismo di massa. Dal punto di vista pratico, pareva insormontabile l'impasse costituito dall'esiguo numero di personale organizzativo; si tratta, di solito, di "vittime sacrificali" che, di loro sponta, per un mese e più, s'accollino i problemi, le insicurezze ed il conseguente, sacro compito della rassicurazione dell'intera umanità.

Il problema è stato ovviato affidando i compiti in questione ad una "cooperativa". Chi avesse una pur minima esperienza d'organizzazione di corsi di questo genere, non troverebbe tale divisione delle responsabilità così scontata; questo corso dal vertice pluriposto è stato da noi definito "commissariato". Nei fatti si è pensato di affidare l'organizzazione e la realizzazione d'ogni singolo evento ad una o più persone, sollevandole da ogni altra responsabilità pratica per il seguito del corso. I risultati sono stati più che incoraggianti, molto positivi, vorremmo dire.

La parcellizzazione delle responsabilità ha generato, però, mostri (di comicità); un caso per tutti, i tre perfetti sconosciuti che, candidi candidi, si sono presentati ad una sosta durante l'avvicinamento al luogo di partenza di un'escursione affermando: "Buongiorno, siamo corsisti!".

L'arcano dei corsisti-fantasma s'è spiegato molto tempo dopo; un altro iscritto al corso, con un'intraprendenza che non ha precedenti nella storia del nostro gruppo, aveva iscritto, mediante un elaborato "colpo di stato" ed a scorno del numero chiuso che avevamo stabilito, alcuni suoi amici.

Sono i rischi della democrazia, si potrà obbiettare; ma chi, al nostro posto, non avrebbe riso di gusto nel veder colto lo spirito di libertà del quale s'è voluto caratterizzare un corso così prontamente? E cosa obiettare, poi, quando hanno provveduto a "perfezionare l'iscrizione", (ah, il vil denaro!) solo ad escursione ultimata, nel timore d'essere abbandonati nelle sperdute lande della Murgia?

Dovremmo ora, con parole commosse, ripercorrere i tratti dell'esperienza umana, delle amicizie, delle sere serene, delle cantate alcololiche?

Che tutto resti nel ricordo, silenzioso o vociante, d'ognuno di quelli che, con noi ha voluto dividere quest'inedita esperienza d'un corso illegittimo, d'un figlio nato per caso, ma non per questo meno amato.

Daniela Lovece